A Spotify manca poco per iniziare a guadagnare

Sono stati pubblicati i risultati dell’ultimo quadrimestre del gigante dello streaming musicale che ha incassato 1.352 milioni di euro con aumento del 31% rispetto ad un anno fa. La perdita dopo aver tolto i costi è stata di 6 milioni di dollari, un miglioramento del 92% rispetto all’anno scorso con un margine che ha raggiunto il 25% superando le previsioni degli analisti. Il numero degli utenti complessivi, compresi quelli che non sono abbonati, è di 191 milioni con una crescita del 28% rispetto al 2017. Gli abbonati sono 87 milioni, parecchio avanti rispetto ai 50 dichiarati questa estate da Apple Music.

Spotify è una società quotata in borsa e quindi il valore delle sue azioni varia in basa ai dati delle sue performance e a quanto gli analisti pensano possa accadere. In questo momento prevale ancora lo scetticismo sulla profittabilità della società nonostante il recente accordo con Google per offrire un piano familiare insieme a Google Home Mini, lo speaker della società californiana.

Attualmente l’Europa rimane il mercato più importante per Spotify con il 36% mentre il nord America conta per il 31%. In quest’ultimo mercato la società ha attivato dei bundle musica + video in partnership con servizi come Hulu e Showtime e un abbonamento per studenti che hanno aiutato molto nella crescita degli abbonati anche per aver chiuso molte falle per chi usufruiva del servizio in modo illegale.

Un dato interessante è che il modello di ascolto gratuito con pubblicità incide pochissimo sul fatturato, nell’ultimo quadrimestre le entrate delle pubblicità sono state “solo” 140 milioni di euro mentre quelle legate agli abbonamenti sono state 1.210 milioni di euro. Di sicuro aiuta a trasformare utenti casuali in abbonati.

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